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Lino Capra Vaccina - Antico Adagio

Sarà capitato un po' a tutti di rovistare nelle tasche di vecchi jeans e trovarvi all'interno delle banconote stropicciate ma ancora in corso. La medesima sensazione di stupore e giubilio la si ha poggiando sul piatto Antico Adagio, ri-edit in vinile (e cd a tiratura limitata) dell'esordio discografico di Lino Capra Vaccina datato 1978. Il materiale, curato dalla Die Schachtel e accompagnato da un secondo lp (Frammenti da Antico Adagio, nda) contenente tracce della stessa sessione ma mai rilasciate prima, costituisce un ottimo punto di partenza per evitare l'ingiusto oblio ad un disco e a un musicista, ex Aktuala e Telaio Magnetico, valorizzati meno di quanto il loro valore richiedesse. In bilico fra avanguardia e primordialità (specie nelle voci a cura di Juri Camisasca e dello stesso Vaccina), percussioni word e avvisaglie new-age, oltre l'usura del tempo.

Dustin Wong - Mediation of Ecstatic Energy

Dustin Wong, pur non avendo origini siciliane e non cantando fiero come il caro vecchio Cotugno (i rari vocalizzi di Mediation of Estatic Energy, elemento finale di una trilogia inaugurata nel 2010, affogano presto sotto un'ondata di riverberi), ha nella chitarra una fidata e inseparabile compagna. Che fosse un virtuoso dello strumento lo si era capito già ai tempi dei Ponytail ma è solo da solista, e soprattutto con quest'ultimo lavoro, che il trentenne hawaiano ha potuto scrivere senza essere prigioniero di strutture rigide e lineari, addizionando ritmi, riff e loops a colpi di pedale. La sua è una penna intinta nella kosmische musik, dall'inchiostro denso, il cui tratto però resta comunque lieve, a fil di foglio, pronto a lasciare lo spazio per un'ulteriore sottolineatura, un'improvvisa deviazione di linea (in genere verso il pop e il prog-rock). Non sarà italiano ma lasciatelo suonare perché ne vale la pena.

Exivious - Liminal

Gli Exivious nascono da una costola dei Cynic e vantano membri (ex o meno) dei Pestilence e Dodecahedron, ma relegarli in un genere e ad un pubblico preciso, volendo di nicchia, sarebbe davvero un peccato. Perchè il quartetto olandese merita di arrivare a quante più orecchie possibili e perchè Liminal è lontano anni luce dall'idea sorpassata e precostituita che in genere si ha del metal. La matrice resta sì rock, con il suono delle chitarre in risalto, solo che il testo (da intendere come concetto e non come lyrics, trattandosi di un disco interamente strumentale) ha forti accenti fusion ed è stato cribrato da un virtuosismo tipicamente prog. La cosa che però contraddistingue queste 8 tracce uscite su Season of Mist è la maniera in cui tecnica fa rima con interiorizzazione, melodia. Tutto ciò vi spaventa? Dai, mica avete mai creduto che amare qualcuno o qualcosa fosse una passeggiata di salute?

Orval Carlos Sibelius - Super Forma

Al di là del lungo silenzio discografico (sei anni dall'album eponimo), Orval Carlos Sibelius, al secolo Axel Monneau, sembra riemergere da un passato ben più lontano, in uno spazio temporale collocabile fra la seconda metà degli anni sessanta e l'inizio della decade successiva. Musicalmente parlando Super Forma è un ponte che lega i Beatles rigenerati dall'incontro con Maharishi Mahesh Yogi, Dick Dale e la scena di Canterbury, una bollente caldaia di un alambicco piena di psych-pop da distillare e collegata ad un'ampolla in cui galleggiano densi e freddi liquidi world ed experimental. Questione di chimica, di mescolanza di luci e colori, di pastosità delle tinte, di accostamento di contrasti, di cristalli soffiati in continua lavorazione che rendono questo lavoro un prezioso souvenir a ricordo dei luoghi visitati e check-in per quelli ancora da raggiungere.
Super Forma (album sampler) by Orval Carlos Sibelius

Junip - Junip

Come il piccolo Fievel protagonista di un noto film d'animazione di Don Bluth, José González ritrova la sua famiglia, i Junip, dopo essere sbarcato in solitaria sulle sponde del fiume Hudson. Un ricongiungimento patetico (il secondo, a tre anni di distanza da Fields) che intreccia arti superiori, sguardi e strumenti, immortalato in maniera del tutto genuina nell'album omonimo (completano il trio svedese Elias Araya alla batteria e Tobias Winterkorn alle tastiere e synth). Scatti attraverso i quali vengono messi in risalto dettagli altrimenti marginali: la rotondità degli abbracci espressa dalle chitarre, lo sfregamento degli abiti (una produzione piuttosto lo-fi), gli occhi madidi di lacrime divise fra gioia e amarezza (la voce evocatica di José, un suono che mixa psych, folk, pop, prog e sapori sudamericani). Altro che Instagram.
Line Of Fire by Junip

Il Sogno Del Marinaio - La Busta Gialla

In una società in cui in cui il web condiziona le relazioni sociali, comunicare tramite missiva è un gesto sempre più raro ma non per questo prosaico. Lo dimostano Il Sogno Del Marinaio, terzetto che coinvolge l'ex Minutemen Mike Watt e due perle di casa nostra come Stefano Pilia e Andrea Belfi.
La Busta Gialla è un disco che porta in dote un messaggio schietto, una lettera aperta e senza un destinatario preciso. Sotto il francobollo incollato con una leccata di crossover, infatti, si alternano vari indirizzi (fra i più leggibili Salvador di Bahia (Funanori Jig), New Orleans (il travolgente ritmo funky di Punkinhead Ahoy!, i chiari di luna jazzati di Joyfuzz), Londra e Chicago (la terna d'apertura con tanto di saluti post-scriptum/punk/rock)) ma una sola ricevuta di ritorno: la musica che stuzzica i sensi.
Partisan Song by Il Sogno Del Marinaio

Fire! Orchestra - Exit

Ai Fire! il gusto per le collaborazioni non è mai mancato ma per l'uscita di Exit! non c'è stata cernita: un invito esteso a ben 24 elementi della scena jazzistica scandinava. Una vera orchestra, per l'appunto.
Tanto quanto occorreva per stendere due lunghe partiture/jam session e "speziare" il sound del trio svedese (Mats Gustafsson al sax, Andreas Werliin alla batteria e Johan Berthling al basso), essenzialmente free, con le coloriture black delle voci, tutte femminili (da brividi l'intro dell'etiope Sofia Jernberg in Exit! Part Two), fra vagiti kosmische, sforate noisy, riflessioni elettroacustiche, sviluppi post-rock, in un complesso scenario da settima arte.
Così avant da far sembrare superato il concetto di barriera, al punto che, una volta entrati nel disco, non sarà facile uscirne.
Exit! Part One by Fire! Orchestra

*la traccia audio è un estratto 

Starring - ABCDEFG-HIJKLMNOP-QRSTUV-WXYZ

Una premessa doverosa: ABCDEFG-HIJKLMNOP-QRSTUV-WXYZ,  opera seconda degli Starring, non ha la stessa eloquenza racchiusa nel suo titolo. Più che un abbecedario sembra di portare sottobraccio un faldone contenente una serie di carte di orientamento errate, coi simboli sbiaditi e i caratteri sovrapposti. Questo perché nel mondo del quintetto di Brooklyn ci si arriva soltanto imboccando la via del bosco. Anzi, il il loro luogo preferito è il bosco stesso: un proliferare di funghi allucinogeni (la nervosa e psichedelica Best), olezzi (brani che puzzano indistintamente di prog, kraut, post-punk, drone e noise), una trama di strettissimi arbusti spezzata dal bagliore della voce di Clara Hunter. Si ha così tanta voglia di scappare e di restare (i cambi di ritmo sono quasi una prerogativa) che si finisce col perdersi. Con gioia.
The Best by Starring