Che dalle parti di Soweto e dintorni stesse bollendo qualcosa di succulento lo si era intuito già in estate, quando al Durban Internation Film Festival fu presentato Future Sound Of Mzansi, documentario sull'elettronica made in Sudafrica diretto da Lebo Rasethaba e Nthato Mokgata. Ora quest'ultimo, meglio conosciuto col moniker Spoek Mathambo, ha deciso di spogliarsi delle immagini e mostrarsi al mondo come meglio gli riesce. E così, sfornata una serie di mix legati alla promozione del suddetto film, ecco un altro regalo: Eye Of The Sun, primo ep dei Fantasma, combo in cui il rapper è accompagnato da 4 sponsor d'eccezione (DJ Spoko, André Heldenhuys, Michael Buchanan e Bhekisenzo Cele). Di cosa si tratta? Dell'ennesimo tentativo, riuscito, di coniugare hip hop, psych, folklore (la musica maskandi degli Zulu) e innovazione (shangaan electro). Non credo serva altro. Ergo, ''let them talk''.
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Se un tempo nemmeno troppo lontano è toccato ai Vampire Weekend, ai The Very Best o i Fool's Gold mettere nero su bianco un piano per creare una sinergia fra l'eredità folclorica del continente nero e gli stilemi moderni, quest'anno è la volta dei John Wizards. Il sudafricano John Withers e il cantante Emmanuel Nzaramba, refugiato del Ruanda, si sono cuciti in casa, con la collaborazione di altri tre ''sarti'' bafana, un khanga musicale multicolore in cui il pindo intreccia tradizioni varie (Shangaan, soukous, mbaqanga) e racchiude un mji fatto di house, ritmi caraibici, pop, funk e chi più ne ha più ne metta. Il tutto indossato senza stringere i tessuti sovrapposti e mostrando la jina, frase beneaugurante impressa su ogni khanga: ''temo il leone e le sue zanne, non tempo l'afrobeat per il suo suono''.

