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The Beatles Vs. Hip-Hop Legends - An Adventure To Pepperland Through Rhyme & Space

In molti, specie nei tempi recenti, si sono avvicinati all'arte del mash-up, unendo con profitto generi e personaggi in apparenza incompatibili (Aphex Twin e Taylor Swift, giusto per citare uno degli ultimi esempi). I Fab Four in passato sono stati fra le cavie più illustri e utilizzate (a maneggiarli ci ha provato anche Danger Mouse) ma nel caso di And Adventure To Pepperland Through Rhyme & Space il risultato è a dir poco sbalorditivo, folle nelle premesse (nel 1964 i Mop Tops, in volo sul Triangolo delle Bermuda, vengono risucchiati in un buco spazio-temporale ed espulsi sui cieli di New York nel 1990, il tutto corredato da un doc FBI) e nella conclusione (48 tracce in free download). The Beatles Vs. Hip-Hop Legends: titolo esplicativo, lavoro di cesello minuzioso. Per dirla nel gergo di strada, una mina assoluta.


(Parte I)



(Parte II)

L'Orange - The Orchid Days

''Who is this mysterious stranger?''. A chiederselo non è solo la voce in chiusura di Second Person, traccia numero due di The Orchid Days, ma chiunque entri in contatto con questo ultimo gioiello marcato Mello Music Group. La risposta diventa complicata se de L'Orange non esistono dati anagrafici precisi e la collocazione geografica, il North Carolina, è poco più che indicativa. Per fortuna, però, ogni perplessità viene sciolta col sopraggiungere della musica, suadente ed elegiaca (il nostro è un poeta e un provetto storyteller). Essendo più precisi si tratta di instrumental hip hop (o almeno in gran parte, viste le apparizioni di Blu, Billy Woods, Homeboy Sandman, Jeremiah Jae, Boog Brown ed Erica Lane) impregnato di sample old jazz, estratti radiofonici e soul. Come suggerisce Eventually, ''beautiful music''.

A/T/O/S - A/T/O/S

Avranno il Belgio come terra natale e la regina del dubstep Mala come main sponsor ma gli A/T/O/S, che sta per A Taste Of Struggle, sembrano avere più feeling con i cieli di Bristol e i beat lenti, distesi, carichi di nostalgia.
Certo, la componente bass è piuttosto evidente ma è racchiusa come un gas inerte all'interno di un bulbo di vitreo trip-hop, a stretto contatto con un filamento ad alto punto di fusione quale la voce soul/r'n'b di Amos.
È lei a catalizzare l'attenzione dell'ascoltatore e a dare luce e corpo alle produzioni di Truenoys, notturne e fortemente influenzata dall'instrumental hip-hop in puro stile Mo'Wax. Un disco d'esordio che si allontana dai canoni di casa DEEP MEDi, cogliendo comunque nel segno per continuità di soluzioni sonore e, al di là dei rimandi, per spontaneità e ricercatezza.

Naps - Hydrate

Se si potesse improntare uno studio biochimico di Hydrate sarebbe quasi scontato affermare che, al pari dell'uomo, la componente fondamentale di questo lp è l'acqua. Un 65% di droni che fluiscono lentamente, disciogliendo la maggior parte del soluto, individuabile in un composto a base di strumentali hip-hop ed elettronica a bassa fedeltà, fino a dare vita ad una soluzione sonora capace di pensare fuori dagli schemi e ''asciugarsi'' in continuazione.
Per dare sostanza a questa idea, basta pensare a Naps, producer australiano e scoperta  della This Thing, che usa la sua musica a mo' di spugna: la imbeve in una pozza di idee e sampler (e la parte iniziale di Coaster / Mind 2 Mind raffigura bene l'azione) e poi idratare un genere spesso e volentieri asciutto.
Generoso, rilassante, al limite dell'ipnotico.