Avere la musica nel sangue potrebbe trattarsi solamente di un generoso modo di dire senon lo si accostasse a Taylor McFerrin, figlio del più conosciuto Bobby (la sua ''Don't Worry, Be Happy'' è stata la prima a cappella a raggiungere la prima piazza della classifica dei singoli di Billboard) e autore di disco d'esordio che fa drizzare le antenne a tutti gli amanti della black music dagli anni zero in poi, specialmente di quella che flirta con l'elettronica. Early Riser, infatti, risente di siffatto bagaglio genetico nella maniera in cui il jazz funge da fertile terreno per piantare ritmi lenti e sintetici, in linea con la Brainfeeder che li produce, e cantati sinuosi. Rispetto al padre, Taylor preferisce meno in prima persona, lasciando che a sbocciare siano prima di tutto le ugole femminili di Nai Palm (Hiatus Kaiyote), Emily King e RYAT. Tutto ok, certo, ma il resto...''che te lo dico a fare''...
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Estratta nelle miniere della Scozia la nuova gemma del soul, ribattezzata Law dalla stessa cavatrice che l'ha portata alla luce, l'inglese Lauren Holt. Pezzo unico sulla piccola gerla di Cowboys & Hustlers (ep che segue a breve distanza il gemello Haters & Gangsters, ambedue in free download), il tesoro che luccica in mezzo al terriccio elettronico ha una forma sfaccettata quanto la voce che ne descrive le caratteristiche: ora pietra pop grezza, ora minerale hip-hop opaco, ora zaffiro r'n'b lavorato con battimani, tetri registri (Peter, la chiusura simil-industrial di Trascenders) e improvvisi bagliori (Lilo e i suoi echi etno-urbanici). La differenza rispetto agli altri corindoni sta nello stile del ''taglio'' finale, atto a ricercare un'innovazione senza alterarne la foggia, imperfezioni naturale incluse. D'altronde dietro ogni gioiello ci sono cavità oscure e fango.
Alla base di Beyond Ep, sei tracce in free download realizzate da Stwo per LiveForTheFunk, non c'è un'idea sconvolgente o innovativa ma non per questo il risultato finale debba ritenersi di scarso appeal. Anzi il peso della struttura creata da questo ventenne producer parigino è sostenuto da pilastri solidi e addolciti nella forma, tali da rendere l'architettura risultante vicina alla trabeazione d'ordine classico. Un sistema trilitico (rhythm 'n' blues, soul e chillwave) di cui ne ammiri i fregi scolpiti dalle voci tutte femminili e plasmate (quasi irriconoscibile Jennifer Hudson nell'open track, Christina Aguilera, Brandy, J. Lo), le cornici lineari e appena appena sporgenti dei beat, la cimasa da cui gocciolano litri di eros e buone sensazioni.
Semplice ma estremamente efficace.
Semplice ma estremamente efficace.

Jungle Mumbo Jumbo è un disco a scatole cinesi in quanto pensato da Aaron Michel Frison, membro degli Hawthorne Headhunters e dei Platinum Pied Pipers, incentrato sulle gesta di Seymour Liberty condivise al pubblico attraverso la voce di Coultrain, entrambi alter ego di questo singer nato in Missouri. Una narrazione nascosta dentro la narrazione, un continuo ricorso all'analessi (la voce dello statunitense è una notevole macchina del tempo che fende il soul e il rhythm & blues, dalle radici fino alle sonorità più recenti, spacey), alla ricerca di un'identità perduta, propria e di una controparte femminile misteriosa, febbricitante e distruttiva (le press sheet parlano di ben sette muse ispiratrici). Un autentico termometro infilato sotto l'ascella dell'attuale scena black che ne certifica il perfetto stato di salute.
In vetrina al recente South By Southwest, uno dei più importanti festival musicali degli Stati Uniti, e praticamente sconosciuti al grande pubblico europeo, gli Hiatus Kaiyote valgono il tempo di un approfondimento.
In breve: vengono da Melbourne, sono in quattro (microfono nelle mani di Nai Palm, l'unica ragazza del gruppo), si sono formati da appena un biennio e Tawk Tomahawk rappresenta il loro esordio discografico (autoprodotto, rilasciato a metà 2012 ed esaurito in forma fisica anche nella versione in vinile stampata lo scorso aprile dall'Equinox Rec.). Quando si dice far centro al primo colpo. Basta impugnare il riser del soul, sfilare una freccia electro dalla faretra, posizionandola sul rest, flettere una corda di lino e jazz e tirare. Il resto è una questione di mira e di orecchio.
The World It Softly Lulls by Hiatus Kaiyote
In breve: vengono da Melbourne, sono in quattro (microfono nelle mani di Nai Palm, l'unica ragazza del gruppo), si sono formati da appena un biennio e Tawk Tomahawk rappresenta il loro esordio discografico (autoprodotto, rilasciato a metà 2012 ed esaurito in forma fisica anche nella versione in vinile stampata lo scorso aprile dall'Equinox Rec.). Quando si dice far centro al primo colpo. Basta impugnare il riser del soul, sfilare una freccia electro dalla faretra, posizionandola sul rest, flettere una corda di lino e jazz e tirare. Il resto è una questione di mira e di orecchio.
Il cuore è la bilancia dei sentimenti.Puoi sentirne i pesi oscillare all'altezza dello sterno, rendendo faticoso il respiro e deboli le carni, o puoi, come accade per i londinesi Vondelpark, constatare che i piatti di misura restano in perfetto e confortante equilibrio.
Da un lato c'è la trasparenza delle voci, sovrapposte e dilatate, e dall'altro un insieme di samples nebulosi di chiara matrice Uk garage/neo soul/post-dubstep (gira e rigira siamo lì), infarciti di synths, riverberi, zuccherini balearici e scheletriche linee di chitarra.
Con NYC Stuff And NYC Bags Ep si ha fra le mani una massa simile a quella di un'inquietudine che ti cova dentro e che, attraverso un pianto liberatorio, drena le impurità e lascia nei pori della pelle la consapevolezza struggente e romantica che soffrire sia dopotutto un fatto di necessità.
Camels by Vondelpark



