Gli Exivious nascono da una costola dei Cynic e vantano membri (ex o meno) dei Pestilence e Dodecahedron, ma relegarli in un genere e ad un pubblico preciso, volendo di nicchia, sarebbe davvero un peccato. Perchè il quartetto olandese merita di arrivare a quante più orecchie possibili e perchè Liminal è lontano anni luce dall'idea sorpassata e precostituita che in genere si ha del metal. La matrice resta sì rock, con il suono delle chitarre in risalto, solo che il testo (da intendere come concetto e non come lyrics, trattandosi di un disco interamente strumentale) ha forti accenti fusion ed è stato cribrato da un virtuosismo tipicamente prog. La cosa che però contraddistingue queste 8 tracce uscite su Season of Mist è la maniera in cui tecnica fa rima con interiorizzazione, melodia. Tutto ciò vi spaventa? Dai, mica avete mai creduto che amare qualcuno o qualcosa fosse una passeggiata di salute?
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Carnatica, così come viene chiamata la musica classica dell'India meridionale, fa quasi pari con carnalità. Analogia semantica e somatica, visto il senso di appagamento che produce l'ascolto di un Rāga, benché si tratti di composizione a forte carattere devozionale e che pertanto hanno poco a che vedere con i piaceri della carne. Eppure Call Of Bangalore resta un disco intimo, profondamente radicato nel desiderio di purezza, che si regge in tutto e per tutto sulla complicità fra artista (Jyotsna Srikanth) e strumento (il violino, appoggiato in maniera inusuale sotto il mento) ma non per questo chiuso a guscio, inospitale. Lo dimostra quanto e come partecipino le percussioni (mridangam e ghatam) e la maniera in cui vecchia e nuova scuola generino un suono versatile e, continuando per similitudini lessicali, carnoso.
"Avere molte corde al proprio arco" è un modo di dire confacente alla natura di Beyond The Ragasphere sia perché la chitarra è il cuore pulsante del progetto di Debashish Bhattacharya (lui, allievo di Brij Bhushan Kabra, autentica leggenda della slide-guitar indiana, si fa accompagnare in questo suo ultimo viaggio da altri due mostri sacri della sei corde: Jerry Douglas e John McLaughlin), sia perché l'arco nella simbologia orientale rappresenta l'elevazione spirituale, l'armonia delle virtù, entrambe comprovate dalla musica che prende la regione del Bengala solo come punto di partenza. L'influenza del Rāga è di fatto tangibile ma destramente fusa con le culture occidentali, dall'Europa fino al nuovo continente (il flamenco di Indospaniola, il Sudamerica di Rasam Samba, il jazz di JD2 Pillusion). Rara gemma fusion.
Kirwani One.5+8.Five by Debashish Bhattacharya
Prossimo ai 50, lo stimato sassofonista statunitense Donny McCaslin ha deciso di dare una sterzata al suo sound. Non una crisi di mezza età ma una scelta oculata di contaminare lo spirito jazz fusion/hard bop che da sempre lo contraddistingue con l'elettronica, soprattutto nel processo di scrittura, di Aphex Twin e Boards Of Canada, quest'ultimi omaggiati con la cover di Alpha And Omega. Casting For Gravity è soltanto la deviazione più naturale dalla traiettoria intrapresa da McCaslin ed il suo quartetto, non nuovo alle sperimentazioni, con il recente passaggio dall'acustico all'elettrico. Ma non aspettatevi synth nervosi (fa eccezione Says Who) e beat invadenti. A gestire la dinamica ci pensa il sax tenore che sale in cattedra e bilancia gli elementi di questo fine sunto di jazz contemporaneo.
Alpha and Omega by Donny McCaslin



