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Adult Jazz - Gist Is

Si chiamano Adult Jazz ma non hanno il sound maturo di Alan Barnes benché con questi dividano la città di formazione. La differenza sta nelle scelte e quelle del quartetto di Leeds non includono assoli di sassofono e un approccio conservativo al genere di riferimento (nel caso di Barnes il bebop) ma una spontanea attitudine ai viaggi esplorativi. Volendo dare coordinate più precise, Gist Is lambisce le coste ben delineate della musica pop alla ricerca di un'insenatura, spaziosa il giusto, alla quale attraccare e scaricare quanto ''razziato'' in avan(t)scoperta: pescato folk e jazz, pepite world d'estrazione tipicamente africana, vettovaglie experimental rock, tesori gospel e psych.
Un bottino impensabile se al timone non ci fosse Harry Burgess, un Magellano delle corde vocali. Il resto è semplice: levare l'ancora, seguire la rotta.

9Bach - Tincian

Martin Hoyland e Lisa Jên sono marito e moglie, risiedono nel nord del Galles e qualche anno fa hanno deciso di unirsi, nella buona e nella cattiva sorte, anche in musica, fondando i 9Bach. Col tempo la famiglia si è allargata a cinque elementi ma non ha tradito le promesse date: nutrire profonda devozione verso le tradizioni indigene sia vocali (nove delle dieci tracce sono in lingua celtica) che strumentali (l'utilizzo, specie in Pa Le?, dell'arpa gallese), rinnovandole in presenza di arrangiamenti freschi e famigliari di seconda generazione (dub, trip-hop, indietronica). Chi porta i pantaloni in Tincian è il canto, da quello soave della folk-singer di casa a quello del coro, espressione artistica innestata nel tessuto culturale gallese come dimostra la presenza del Penrhyn Male Voice Choir (Ffarwel). Senza dilungarsi oltre, nel potere conferitomi dalla Real Worlds Records, potete ascoltare il disco.

The Revival Hour - Scorpio Little Devil

Mutuare il moniker da un radio show evangelico per DM Stith e John-Mark Lapham, omosessuali dichiarati costretti a crescere in famiglie improntate all'eccesivo moralismo, è stato quanto mai catartico. E Scorpio Little Devil, opera prima dei The Revival Hour, sa di liberazione come pochi altri dischi al mondo. Potere di due menti che rompono schemi e sovrastrutture e si lasciano cadere all'indietro, sicuri che qualcuno le sorreggerà. L'apertura pomposa degli arti (da un lato le radici religiose di soul e gospel, dall'altro l'elettronica) e la presa del cantato in falsetto evitano che i dieci abbandoni siano rovinosi e che la fiducia sia intaccata dalla parabola del corpo verso il pavimento continuamente soggetta a deviazioni psych, pop 60's, doo-wop, folk, dark e avant rock. Detto ciò, come non dargli fiducia a nostra volta?

Stuart Warwick - The Butcher's Voice

Stuart Warwick usa pianoforte e voce come se fossero la lama di un mannarino ma senza ossa tranciate, sangue che schizza o eviscerazioni da macello. La sua arte si avvicina più all'aruspicina, all'ispezione delle viscere e alla loro decodifica, per il modo in cui i chiaroscuri del cantato e lo scintillio degli arrangiamenti (fra orchestrazioni e ricorso ad una sottile folktronica) scrutano gli angoli più intimi dell'Io, senza mai intaccarli (l'identità sessuale è il tema portante di The Butcher's Voice, manifestato alla perfezione dall'ugola muliebre di questo ragazzotto dell'East Sussex) se non con una buona dose di umorismo. Palpabile, infatti, è il lirismo di The Nail That Sticks Out Gets Puonded, Man With A Pussy o della strumentale Melancolonica, canzoni che affondano nella pelle lentamente, valorizzandone al meglio i tagli.
Sailors by Stuart Warwick

Arnoux - Dans Le Living

Una casa nel bosco, un pulviscolo che danza dentro un fascio di luce che dall'abbaino trapela tenue e con altrettanta leggerezza si deposita sui tasti di un synth. Un'atmosfera senza tempo, una musica ammantata di entelechia aristotelica nella quale un'anima folktronica vivifica nel corpo di Arnoux (al secolo Fabio Arnosti, già bassista dei friulani Ten Thousand Bees) e lo conduce alla massima espressione di sè, ovvero Dans Le Living, non a caso il terzo e conclusivo atto di una trilogia iniziata con The Magic Of L'Amour e continuata con Makes Wonders (senza dimenticare che i titoli dei singoli ep sono pezzi di un'unica frase). Un rapporto, quello fra forma e sostanza, rafforzato dalla stretta di mano fra acustico ed elettronico, fra loop ed elementi quasi di rottura come, ad es., l'effetto sorpresa della tromba in Kites' Parade. Direbbe sempre lo Stagirita: unico nell'atto, molteplice in potenza.
Nothing More Than Dead (Ft. Steve Nardini) by Arnoux