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Do Nascimiento - Giorgio

Emo-core in salsa italiana. Tanto basta e avanza per rendere Giorgio un album sorprendente, nonostante ogni suo aspetto sia pronosticabile, conforme al genere di riferimento (canzoni che si consumano nello spazio di un batter di ciglia, testi urlati a squarciagola, chitarre piene di tensione, quelle cose lì, insomma). Ciò che fa la differenza nell'ultimo ''figlioccio'' (9 mesi di mixaggio) dei liguri Do Nascimiento è la sincerità delle cose che raccontano, la cura che mettono nei dettagli, perché, non è una novità nemmeno questa, anche dietro la semplicità può esserci spessore ed empatia. La resa, insomma, è immediata ma si accompagna ad un tempo di ossigenazione abbastanza dilatato, in cui quanto percepito si rileva ben più strutturato e difficile da mandar giù.
Ti sfinisce, nel bene e nel male. Per fortuna.

Prawn - You Can Just Leave It All

Una parete rocciosa che si sgretola. L'attimo esatto in cui la bellezza imperiosa e statica dei monti, dei profili scolpiti dagli agenti atmosferici, viene a valle armoniosamente, scivolando impetuosa ma senza incutere timore.
Allo stesso modo la furia emo di You Can Just Leave It All, primo full-lenght album dei Prawn, ti investe addolcita dai legni delle chitarre abbracciate lungo il tragitto e dall'energia cinetica ed estetizzante del post-rock.
E' proprio in questo delicato equilibrio fra rabbia e dolcezza che il quartetto di base nel New Jersey trova la sua forza e, mantenendo la consonanza, i giusti sincronismi per affidarsi a momenti di pura contemplazione melodica.
Una polaroid che blocca il tempo agli anni '90 e con esso le luci tenui del bianco e le ombre espressive del nero.
Solo la bellezza, dei monti dinanzi e di questo disco, resta incontenibile.

Sammy by Prawn