Il Bambino in questione (ormai giovincello e dottore in discipline musicali) si chiama Adam Purdy, è neozelandese e come base d'appoggio ha scelto il Giappone prima e l'Inghilterra poi. Riservato, fisico asciutto ma scatola cranica che va ben oltre le reali dimensione per quantità di idee e strumenti utilizzati, il Kiwi si è messo alle spalle i trascorsi poco fortunati come chitarrista hardcore punk e si è reinvento producer dalle evidenti potenzialità. Overseas, suo quarto lavoro (il primo per la Cult Classic Rec Rec. ma sempre in free download), ne è la conseguenza naturale: di chiara matrice hip-hop, i beat che compongono le 11 tracce del disco (15 nella Didn't Make The Cut Edition, che rileva il suo amore per gli acapella) abbracciano jazz, downtempo, Bristol e l'Oriente in un viaggio immaginario verso una nuova Neverland. Cucite bene la vostra ombra ai piedi che si parte.
PMA All Day by Bambino
Visualizzazione post con etichetta downtempo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta downtempo. Mostra tutti i post
Alla stregua di Giudice Dredd, i The New Law tornano a professare il proprio verbo lungo le strade di Seattle nella triplice veste di segugi del ritmo, arbitri dell'instrumental hip-hop futuro e giustizieri dei piedi saldi a terra.
Un verbo fatto di inseguimenti sui pattern della drum machine, di scontri a fuoco fra un sax che disegna traiettorie melodiche taglienti e sinistri loop che si fanno scudo dietro ad una solida broken beat (su tutte Bandits & Smugglers) e di introspezioni in flagranza di reato (l'ambient-step di Voyage, Descent Into Fire, Nest Of Hornets). The Fifty Year Storm lo urla in maniera vigorosa ed intimidatoria ma col fascino consueto della divisa, pronto a sgominare ogni crimine musicale. C'è un solo modo per scampare alla nuova legge di Adam Straney e Justin Neff: non ignorarli.
Sarebbe un delitto capitale.
I've Seen Some Mean Faces by The New Law
