Martin Hoyland e Lisa Jên sono marito e moglie, risiedono nel nord del Galles e qualche anno fa hanno deciso di unirsi, nella buona e nella cattiva sorte, anche in musica, fondando i 9Bach. Col tempo la famiglia si è allargata a cinque elementi ma non ha tradito le promesse date: nutrire profonda devozione verso le tradizioni indigene sia vocali (nove delle dieci tracce sono in lingua celtica) che strumentali (l'utilizzo, specie in Pa Le?, dell'arpa gallese), rinnovandole in presenza di arrangiamenti freschi e famigliari di seconda generazione (dub, trip-hop, indietronica). Chi porta i pantaloni in Tincian è il canto, da quello soave della folk-singer di casa a quello del coro, espressione artistica innestata nel tessuto culturale gallese come dimostra la presenza del Penrhyn Male Voice Choir (Ffarwel). Senza dilungarsi oltre, nel potere conferitomi dalla Real Worlds Records, potete ascoltare il disco.
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Per quanto sia impossibile generare un fenomeno oscillatorio costante nel tempo e uniforme per tutte le frequenze, esistono suoni capaci di trasmettere vibrazioni precise a latitudini non sempre raggiungibili, se non ad intervalli ed intensità irregolari. Quelli racchiusi in White Noise, lp d'esordio dei pugliesi Kinky Atoms, non solo rientrano in questa categoria ma riescono addirittura ad andare oltre. Un disco che si apre con movimenti dolci, placidi e a ventaglio, ideologicamente in contrapposizione netta con i ritmi della caotica era tecnologica, pur essendo da essa dipendente, che non cerca traiettorie articolate o inutili rindondanze. Sono sufficienti una voce calda, qualche chitarra pizzicata qua e là e una drum machine discreta in bilico fra trip-hop, indietronica e glitch. Al resto ci pensano l'orecchio e il cuore.

