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Body/Head - Coming Apart

Quella fra corpo e testa (e volendo, per estensione, fra materia e pensiero) è una dicotomia che fonda le proprie radici nel razionalismo cartesiano, a sua volta diretto discendente della filosofia aristotelica. Pertanto la recente versione che ne danno Kim Gordon, basso e voce dei Sonic Youth, e il chitarrista Bill Nace, che nel progetto che li accomuna hanno scelto giustamente il nickname Body/Head, va contestualizzata e rapportata ad un contesto storico e culturale ben diverso. Nel caso specifico il dualismo fondante di Coming Apart prevede sì un rapporto costante fra libertà e rigidezza ma anche interazione fra le parti in causa: una voce inestesa dentro uno spazio finito, aritmico, segnato dai graffi delle chitarre. In una sola espressione, suono free-noise ergo sum.

Fire! Orchestra - Exit

Ai Fire! il gusto per le collaborazioni non è mai mancato ma per l'uscita di Exit! non c'è stata cernita: un invito esteso a ben 24 elementi della scena jazzistica scandinava. Una vera orchestra, per l'appunto.
Tanto quanto occorreva per stendere due lunghe partiture/jam session e "speziare" il sound del trio svedese (Mats Gustafsson al sax, Andreas Werliin alla batteria e Johan Berthling al basso), essenzialmente free, con le coloriture black delle voci, tutte femminili (da brividi l'intro dell'etiope Sofia Jernberg in Exit! Part Two), fra vagiti kosmische, sforate noisy, riflessioni elettroacustiche, sviluppi post-rock, in un complesso scenario da settima arte.
Così avant da far sembrare superato il concetto di barriera, al punto che, una volta entrati nel disco, non sarà facile uscirne.
Exit! Part One by Fire! Orchestra

*la traccia audio è un estratto 

Rangda - Formerly Extinct

Rullo di tamburi come nell'iniziale Idol's Eye: ritornano i Rangda, ovvero il triumvirato impro-rock presieduto da Ben Chasney (Six Organs Of Admittance), Chris Corsano (batterista per Jim O'Rourke, Bjork, Nels Cline e many more) e Sir Richard Bishop. Una magistratura in cui le chitarre concorrono a preservare i contatti con il Medioriente (Majnun, il cui ritmo ordinato viene più volte risucchiato da un vortice di polvere noise, ne è l'esempio più concreto) ed un'equità giuridica fra melodia e slancio virtuosistico (Rangda è il nome di una divinità balinese in perenne lotta con le forze del bene) attraverso un fraseggio tensivo che tanto deve al free-jazz e alla drone music (Silver Nile), ricorrendo all'ausilio costante della psichedelia. In tempi di evidente instabilità, quanto di meglio si possa sperare. Non solo in musica.

Rangda - Majnun by Drag City