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Taylor McFerrin - Early Riser

Avere la musica nel sangue potrebbe trattarsi solamente di un generoso modo di dire senon lo si accostasse a Taylor McFerrin, figlio del più conosciuto Bobby (la sua ''Don't Worry, Be Happy'' è stata la prima a cappella a raggiungere la prima piazza della classifica dei singoli di Billboard) e autore di disco d'esordio che fa drizzare le antenne a tutti gli amanti della black music dagli anni zero in poi, specialmente di quella che flirta con l'elettronica. Early Riser, infatti, risente di siffatto bagaglio genetico nella maniera in cui il jazz funge da fertile terreno per piantare ritmi lenti e sintetici, in linea con la Brainfeeder che li produce, e cantati sinuosi. Rispetto al padre, Taylor preferisce meno in prima persona, lasciando che a sbocciare siano prima di tutto le ugole femminili di Nai Palm (Hiatus Kaiyote), Emily King e RYAT. Tutto ok, certo, ma il resto...''che te lo dico a fare''...

ahnnu - Pro Habitat

Un taccuino quasi intonso è quello che rimane indagando su ahnnu, nome d'arte di Leland Jackson, producer residente in Virginia e membro del collettivo hip hop Richmond's Chocolate Milk. Notizie frammentarie proprio come i beats (ventidue di cui solo quattro si sporgono oltre la barriera dei due minuti) che compongono Pro Habitat, ennesima release stampata in formato cassetta dalla Culture Dealer. Nonostante questa mancanza di organicità, il sound che ne deriva mette in mostra una solidità impressionante, modellata attraverso la tecnica del chopped & screwed, e una struttura che ricorda da vicino le tassellature geometriche. Tempi rallentati, ritmi rotti di proposito per creare un effetto stordente e mani che pescano sample da una prosperosa sorgente (il jazz di Softfog, il trip-hop di Yuriah, la psichedelia di Lizard9 e l'underground rap in genere). Un disco caleidoscopio.
Killaz by ahnnu