Il tempo è galantuomo e per Bill Fay, cantautore londinese classe '43, lo è stato anche di più. Oltre quarant'anni di silenzio discografico e poi, come un fulmine a ciel sereno, Life Is People, dodici canzoni che ricuciono lo strappo temporale e gli riservano una posizione privilegiata nell'Olimpo della musica d'autore. Tutto questo grazie alla tenacia del giovane produttore Joshua Henry, che lo ha convinto a tornare in studio, e al talento vivido di Fay, alla sua scrittura sacrale, raffinata e vissuta con autentica partecipazione. Dita e cuore che sono tutt'uno con i tasti del pianoforte: dal candore di There Is A Valley, The Healing Day e Be At Peace With Yourself, in bilico fra country folk, valzer e gospel, alle più cupe Big Painter, City Of Dreams ed Empires, che puzzano di blues, prog e psych. Un disco, un'emozione unica.
Be At Peace With Yourself by Bill Fay
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Prima o poi tocca a tutti fare i
conti con lo specchio, con quanto gli altri riescano a cogliere di noi: una
risposta tangibile ma parziale, una bellezza illusoria. Invece, l'immagine riflessa da All Hell riesce a travalicare la fisionomia di Daugh Gibson, trentunenne americano che per anni si è nascosto dietro il volante di autoarticolato e la grancassa di una stoner band, descrivendo fedelmente, e senza l'assillo di piacere (o il rischio di piacersi troppo), corpo ed anima per poi restituirli all'occhio trasfigurati.
Il suo è un country-soul filiforme ed accigliato, dalla mascella bene in vista (la scheletrica Bad Guy) e con due bei pettorali sui quali affiora un nugolo di peli spazzolati col post-dubstep, il baroque pop e samples vari. Detto così non stimolerà chissà quali pulsioni carnali ma il suo è un fascino che stende.
Tiffany Lou by Daughn Gibson
Il suo è un country-soul filiforme ed accigliato, dalla mascella bene in vista (la scheletrica Bad Guy) e con due bei pettorali sui quali affiora un nugolo di peli spazzolati col post-dubstep, il baroque pop e samples vari. Detto così non stimolerà chissà quali pulsioni carnali ma il suo è un fascino che stende.
Tiffany Lou by Daughn Gibson

