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Ela Orleans - Tumult In Clouds

Tumult In Clouds è un nube di nebbia che si srotola per advezione.
Umida, salina, dilatata e con pochi spiragli. Il sole vi penetra a fatica senza riuscire a riscaldare l'aria, senza raggiungere il terreno che resta diaccio. Tutto resta sospeso fra la notte e il giorno (dal d'n'b sghembo e in bassa fedeltà di Clangers In The Night ai respiri kraut di Risk Trip To The Underworld, passando per il 60's pop di In The Night, lo schizzo chiptune di Diving In The Wreck e la spettrale Rolling Waters, gli esempi si sprecano), in quell'ora (tanto dura questo doppio LP) che i fotografi chiamano blu.
Sembra di essere su una spiaggia della Pomerania (anche se Ela Orleans è cresciuta ad Auschwitz, nel sud della Polonia, prima di trasferirsi negli States), con il Baltico che ti bagna i piedi e poi svanisce all'orizzonte.
Longing by Ela Orleans

Subwave - Subwave

A sentir parlare di drum'n'bass il primo scenario a solleticare la memoria è quello dei subborghi inglesi di inizio anni novanta e non certo i tabulari della Federazione Russa a ventunesimo secolo avviato.
Eppure dietro la maschera tribale dell'omonimo Subwave si cela il producer moscovita Gleb Soloviev e la Metalheadz, una delle label di punta del genere che vide Goldie, non a caso fondatore della citata etichetta, fra i suoi pionieri.
Undici tracce che respirano l'umidità londinese ma la filtrano attraverso un setaccio personale formato da una struttura deep house che fascia i beat e da un fondo in cui l'afro (da Wheel Of Time fino ad Aeeeh) s'intreccia ad una elettro cinematica (4th Illusion sembra presa pari pari da uno sci-fi movie anni '80), con tanto di giri di basso sintetici a tenere stretto il tutto.
Anche nelle giungle più intricate si organizzano rave.

Wheel Of Time by Subwave