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Follakzoid - II

Sempre grandi sorprese in casa Sacred Bones. Dopo gli esordi discografici della newyorkese Pharmakon e dei danesi Vår, il 2013 dell'etichetta statunitense sarà ricordato per la produzione di II, primo lavoro sulla lunga distanza insieme ai Föllakzoid dopo l'omonimo ep di due anni or sono. Juan Pablo (basso e voce), Domingo (chitarra), Alfredo (synth) e Diego (batteria) sono originari da Santiago del Cile ma suonano come una krautrock band tedesca degli anni '70: ritmi motorik, voci riverberate ed effetto delay che assottiglia la lastra di ghiaccio formata dai droni quel tanto che basta per osservare i cerchi concentrici creati dal basso e l'ondeggiare del synth.
Rese note le coordinate, non resta altro che programmare navigatore e cd player e farsi questo bel ''viaggio'' evocativo.

Coultrain - Jungle Mumbo Jumbo


Jungle Mumbo Jumbo
è un disco a scatole cinesi in quanto pensato da Aaron Michel Frison, membro degli Hawthorne Headhunters e dei Platinum Pied Pipers, incentrato sulle gesta di Seymour Liberty condivise al pubblico attraverso la voce di Coultrain, entrambi alter ego di questo singer nato in Missouri. Una narrazione nascosta dentro la narrazione, un continuo ricorso all'analessi (la voce dello statunitense è una notevole macchina del tempo che fende il soul e il rhythm & blues, dalle radici fino alle sonorità più recenti, spacey), alla ricerca di un'identità perduta, propria e di una controparte femminile misteriosa, febbricitante e distruttiva (le press sheet parlano di ben sette muse ispiratrici). Un autentico termometro infilato sotto l'ascella dell'attuale scena black che ne certifica il perfetto stato di salute.
Streams & Rivers by Coultrain

Voices From The Lake - Voices From The Lake

Donato Dozzy e Neel come successori di Tommaso Campanella e Telesio.
Un paragone ardito se non fosse per il fatto che il respiro del progetto (con tanto di album omonimo che succede a Silent Drops, ep d'esordio sempre targato Prologue) è tale da permettere ai due producer italiani di scollinare in scioltezza le alture della musica e di involarsi verso valle sotto la spinta delle idee. Infatti Voices From The Lake è concettualmente panpsichista per come trascende il mondo della techno ed esibisce l'energia vitale della natura (l'acqua come στοιχεῖον fondante), conservando all'interno di un ambient-e piuttosto tetro e/o minimal (la chiusura dub di Hgs) un concetto lindo di armonia (Circe), di rottura spaziale (Mika) e di ipnotismo tribale (Meikyu).
Proprio come le onde cerebrali e delle sesse lacustri.
In Giova by Voices From The Lake

The Invisible - Rispah

Come per l'archetipo mitologico e psicoanalitico di morte-rinascita anche Rispah, secondo disco dei The Invisible e nome di battesimo della madre del leader della band, Dave Okumu, precocemente dipartita, poggia le proprie basi nella trasformazione, nella linea retta che non include viaggi di ritorno. Una transizione lenta, non ancora affrancatasi dal dolore della perdità, dal sentimento di pietas e che, per forza di cose, investe anche la musica del trio londinese: amara ma catartica (A Particular Of Love, What Happened), densa ed incredibilmente vaporosa (The Wall descrive bene l'antitesi).
Qui ogni arrangiamento è offerto simbolicamente alla vita in segno di gratitudine con una libagione. Un'elettronica gelida che bagna un fondo rock (post, art o space che sia) o solo, Okumu dixit, ''a love letter to grief''.
Wings by The Invisible