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MoZaic - Unexpected Turns

Fissare con una voce calda le trasparenze del soul sopra un rivestimento poliedrico (l'hip-hop di Vice col featuring di MidaZ The BEAST, il ''tiro'' house di New Shoes o il carattere jazz che trapela da canzoni come BLVD) e il MoZaic è completo. Così, grazie anche ad una fruttuosa campagna di crowdfunding, una ragazza di origine giamaicana-guyanese ha coronato il proprio sogno di dare corpo ad idee fin troppo tempo rimaste tali, fra strimpellate di chitarra, esami universitari (ha studiato infermieristica in Florida) e prove con il coro della chiesa. Questione di rivelazioni e di svolte improvvise (a questo si riferisce l'Unexpected Turns del titolo) supportate dall'eclettismo, dalla tenacia e dalla schiettezza di quanto viene messo in piazza. La veridicità può fare rima con inesperienza? Chissenefrega. Questo disco spacca uguale.

Bo Keeney - Don't You Worry Ep

Quella di attualizzare stili e modelli di un'epoca storica e musicale precendente è pratica diffusa. Fra i revivalisti dell'ultima ora occupa un ruolo marginale ma non per questo qualitativamente basso, Bo Keeney, ventitrenne losangelino traslocato a Winchester con una valigia piena di intuizioni, locandine di vecchie ballrooms e qualche 78 giri di Frank Sinatra.
E proprio l'amore per l'arte del crooning è alla base di Don't You Worry Ep, ep scritto, arrangiato e prodotto da questo giovane talento in erba.
Tre tracce (più due remix, di cui firmato dai Breton) che trapiantano un cuore sano e pulsante soul/swing in un petto forgiato da lunghe sessioni di dubstep (la titletrack), slow funky (specie nei riff di chitarra) ed elettronica spiccia. Sembra un connubio rischioso ma la formula funziona.
Don't You Worry by Bo Keeney

The National Fanfare Of Kadebostany - Songs From Kadebostany

Sconosciuto agli atlanti più dettagliati, introvabile perfino fra gli appunti di viaggio di Marco Polo, il Kadebostany è rimasto invisibile ai nostri occhi per millenni. A recuperare la memoria storico-musicale di questa esotica terra ci ha pensato, con un lavoro tanto minuzioso quanto bislacco, The National Fanfare Of Kadebostany, un gruppo di studiosi con sede a Ginevra ma le cui radici abbracciano una buona fetta dell'est Europa.
Canzoni che ci narrano di una repubblica fondata sull'equilibrio fra folclore e innovazione, la cui sovranità appartiene ad una techno dolce che la esercita in colorate forme bandistiche e senza limiti di frontiera.
Fiati, archi zigani e laptop portati in parata come un'icona da venerare mediante la danza, in un'estasi orgiastica che in un attimo spazza via secoli di oblio, pregiudizi culturali e ogni tipo di resistenza.

Kazak Rules by The National Fanfare of Kadebostany