Visualizzazione post con etichetta glitch-hop. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta glitch-hop. Mostra tutti i post

Duologue - Song & Dance

Song & Dance. Breve e conciso come la formula sonora che è alla base di questo debutto made in Londra: congiungere l'elettronica col classic rock. Connubio che potrebbe sembrare ordinario ma che, invece, fa della varietà delle influenze condizione necessaria. Merito dei Duologue, cinque ragazzi (due al principio, da cui il nome della band) cresciuti fra i banchi dell'università e i locali di Edimburgo, fra un riff di chitarra tirato (Cut & Run) e un beat Idm/dubstep-y (il remix di Underworld, presente nella versione deluxe, sembra un pezzo di Burial), fra le corde di un violino (preminente, ad es., nella parte finale del singolo Push It) e un canto in falsetto, fra sudore (Snap Out Of It) e meritato riposo (Gift Horse, Escape Artist).
Sintetico come il titolo del disco? Assolutamente da ascoltare.
Push It by Duologue

Heat Wave - Sweets

Alla stregua di un découpage Sweets ritaglia e incolla nastri magnetici come se fossero strisce di carta o meglio ancora ritagli di riviste musicali non specializzate.
Infatti a restare appiccicati ai polpastrelli di Alex Gray aka Heat Wave, losangelino già al lavoro con Sun Araw e Deep Magic, sono bel numero samples, tutti differenti per forma e disegno: stencil funky (Nobody's Drinking e Watch Yr Back), intagli orchestrali (Sweets), bitume dub (la cupa opener track), tessuti tratti da tute spaziali (la ''sintetica'' Eat Flesh), sforbiciate glitch-hop (Don't Barn It), droni appuntini o stampi downtempo.
Un lavoro d'arte povera a cui viene subito voglia di dare un'altra spennellata di colla. Puro psych vinilico.

Real Shit by Heat Wave