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A/T/O/S - A/T/O/S

Avranno il Belgio come terra natale e la regina del dubstep Mala come main sponsor ma gli A/T/O/S, che sta per A Taste Of Struggle, sembrano avere più feeling con i cieli di Bristol e i beat lenti, distesi, carichi di nostalgia.
Certo, la componente bass è piuttosto evidente ma è racchiusa come un gas inerte all'interno di un bulbo di vitreo trip-hop, a stretto contatto con un filamento ad alto punto di fusione quale la voce soul/r'n'b di Amos.
È lei a catalizzare l'attenzione dell'ascoltatore e a dare luce e corpo alle produzioni di Truenoys, notturne e fortemente influenzata dall'instrumental hip-hop in puro stile Mo'Wax. Un disco d'esordio che si allontana dai canoni di casa DEEP MEDi, cogliendo comunque nel segno per continuità di soluzioni sonore e, al di là dei rimandi, per spontaneità e ricercatezza.

Duologue - Song & Dance

Song & Dance. Breve e conciso come la formula sonora che è alla base di questo debutto made in Londra: congiungere l'elettronica col classic rock. Connubio che potrebbe sembrare ordinario ma che, invece, fa della varietà delle influenze condizione necessaria. Merito dei Duologue, cinque ragazzi (due al principio, da cui il nome della band) cresciuti fra i banchi dell'università e i locali di Edimburgo, fra un riff di chitarra tirato (Cut & Run) e un beat Idm/dubstep-y (il remix di Underworld, presente nella versione deluxe, sembra un pezzo di Burial), fra le corde di un violino (preminente, ad es., nella parte finale del singolo Push It) e un canto in falsetto, fra sudore (Snap Out Of It) e meritato riposo (Gift Horse, Escape Artist).
Sintetico come il titolo del disco? Assolutamente da ascoltare.
Push It by Duologue

Bo Keeney - Don't You Worry Ep

Quella di attualizzare stili e modelli di un'epoca storica e musicale precendente è pratica diffusa. Fra i revivalisti dell'ultima ora occupa un ruolo marginale ma non per questo qualitativamente basso, Bo Keeney, ventitrenne losangelino traslocato a Winchester con una valigia piena di intuizioni, locandine di vecchie ballrooms e qualche 78 giri di Frank Sinatra.
E proprio l'amore per l'arte del crooning è alla base di Don't You Worry Ep, ep scritto, arrangiato e prodotto da questo giovane talento in erba.
Tre tracce (più due remix, di cui firmato dai Breton) che trapiantano un cuore sano e pulsante soul/swing in un petto forgiato da lunghe sessioni di dubstep (la titletrack), slow funky (specie nei riff di chitarra) ed elettronica spiccia. Sembra un connubio rischioso ma la formula funziona.
Don't You Worry by Bo Keeney

The New Law - The Fifty Year Storm

Alla stregua di Giudice Dredd, i The New Law tornano a professare il proprio verbo lungo le strade di Seattle nella triplice veste di segugi del ritmo, arbitri dell'instrumental hip-hop futuro e giustizieri dei piedi saldi a terra.
Un verbo fatto di inseguimenti sui pattern della drum machine, di scontri a fuoco fra un sax che disegna traiettorie melodiche taglienti e sinistri loop che si fanno scudo dietro ad una solida broken beat (su tutte Bandits & Smugglers) e di introspezioni in flagranza di reato (l'ambient-step di Voyage, Descent Into Fire, Nest Of Hornets). The Fifty Year Storm lo urla in maniera vigorosa ed intimidatoria ma col fascino consueto della divisa, pronto a sgominare ogni crimine musicale. C'è un solo modo per scampare alla nuova legge di Adam Straney e Justin Neff: non ignorarli.
Sarebbe un delitto capitale.

I've Seen Some Mean Faces by The New Law