Dici Soundway e pensi subito ai tesori musicali sepolti sotto le sabbie dell'Africa occidentale e fra le depressioni delle llanos sudamericane.
E Ibibio Sound Machine, disco omonimo di questo combo londinese, non sfugge a questo collegamento, pur trattandosi di una produzione estranea al carattere revivalista della succitata label. A pensarlo Eno Williams, singer d'origine nigeriana (gli ibibio sono uno dei gruppi etnici del paese) decisa a rispolverare la lingua madre (alla base dei testi i racconti popolari) e usarla come mastice fra uno stile passatista e uno diametralmente opposto.
Il collage è genuino e fa presa sull'ascoltatore con la preponderanza del funk (electro e afro), la spiritualità del gospel e la luminosità dei fiati e dell'highlife.
È solo un debut-album eppure separarsene risulta già difficile.
E Ibibio Sound Machine, disco omonimo di questo combo londinese, non sfugge a questo collegamento, pur trattandosi di una produzione estranea al carattere revivalista della succitata label. A pensarlo Eno Williams, singer d'origine nigeriana (gli ibibio sono uno dei gruppi etnici del paese) decisa a rispolverare la lingua madre (alla base dei testi i racconti popolari) e usarla come mastice fra uno stile passatista e uno diametralmente opposto.
Il collage è genuino e fa presa sull'ascoltatore con la preponderanza del funk (electro e afro), la spiritualità del gospel e la luminosità dei fiati e dell'highlife.
È solo un debut-album eppure separarsene risulta già difficile.