All'interno del palazzo dell'UK Garage ci sono parchi che vale ancora la pena di visitare. Uno di questi è stato progettato per la Keysound Rec. da E.M.M.A., producer in gonnella di stanza a Londra, e conduce, attraverso una via segnata da ciottoli 8-bit e materiali di recupero, ai Blue Gardens: opera post-romantica (si è parlato anche di ''grime vittoriano''), fastosa e votata all'innovazione. Un stretta e appena illuminata filare di synths (Intro) fa da preambolo ad un susseguirsi di piante selvatiche (Dream Phone VIP), mangrovie ragga (Jahovia), ruscelli hypnagogici (Mood Ring), rampe (si va dall'oscuro dubstep di At Sea alle agitate chitarre di Shoot The Curl), che confluisce in un punto appartato, diverso dal resto dell'insieme e per questo misterioso (Outro, accompagnata da tuoni e fisarmonica). Forse l'inizio di un altro paradiso terreste o solo il punto più estremo del mondo.
