Jesse Ruins - Dream Analysis 7''


Sulla carta d'identità di (o dei?) Jesse Ruins c'è un'unica fotografia in cui testa e piedi restano fuori dall'obiettivo. Il simbolo monarchico giapponese sulla prima facciata e pochi dati consunti all'interno. Nome e cognome, anno di nascita, il 2011, e Tokyo come città di residenza. La voce corrispondente al sesso è illeggibile. Forse maschio, forse femmina, forse tutte e due, androgini come i tratti somatici della sua/loro musica: un interessante mix di shoegaze e chillwave in cui la voce, anch'essa indecifrabile, viene seppellita sotto un cumulo di synth e palate di umido terriccio 80s. Una sensazione simile a quella di rispolverare un vecchio VHS e scoprire che l'immagine è sgranata, l'audio compresso e nonostante ciò il pollice continua a tenersi a debita distanza dal tasto “stop”.

Leave a Reply